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Tra mancanze ed errori al via la fase 2 del lockdown.

Giuseppe Conte

La primavera incede, se ne avvertono già odori e sensazioni. Tra non molti giorni arriverà un primo rialzo delle temperature che darà il via ad una delle stagioni più entusiasmanti per il nostro Paese, dove natura, cultura e paesaggi si riempiono di colori, profumi, sensazioni e vita. Ma in questo drammatico 2020 tutto ciò sarà solo a beneficio della natura, appunto, perché le persone, noi cittadini, saremo ancora costretti a numerosi sacrifici sul piano delle libertà individuali, costrizione dovuta più dall’inadeguatezza delle decisioni che dallo stesso virus.

Il Governo presieduto da Giuseppe Conte (in Foto, Copyright Corriere della Sera), ha annunciato le nuove misure per uscire gradualmente dal lokdown, ovvero dal blocco di queste libertà individuali con progressività. Ma si tratta di una fase 2 dove occorrerà prendere delle accortezze; per l’aspetto mascherine, ad esempio, leggi qui,

https://www.fanpage.it/attualita/conte-prezzo-fisso-per-le-mascherine-a-50-centesimi/

tenendo conto che ad ogni campanello d’allarme dovremo nuovamente fermarci, rivivendo tra divieti e zone rosse, come spiegato qui.

https://www.fanpage.it/attualita/conte-su-fase-2-pronti-a-chiudere-di-nuovo-appena-risalgono-i-contagi/

Di seguito vediamo un aspetto che ritengo fondamentale e che accompagna queste misure e un paio di criticità, legate soprattutto alla parte di comunicazione istituzionale, fattore che non ha aiutato in queste settimane la comprensione del fenomeno da parte della popolazione e che risulta, a mio avviso, uno dei punti dolenti e di maggiore debolezza dell’esecutivo nella gestione di questa crisi, che ricordo essere comunque senza precedenti.

Per una panoramica, esaustiva, sulle misure previste dal nuovo DPCM puoi consultare quest’articolo, come premessa per tutto ciò che segue.

https://www.fanpage.it/politica/autocertificazione-visite-a-parenti-e-sport-cosa-cambia-con-la-fase-due-del-governo-conte/

Un tweet di Tito Boeri mi da lo spunto per innestare una riflessione, come anticipato. L’ex presidente dell’INPS (NDA) fa un distinguo, che a livello governativo non è stato considerato, tra “distanziamento sociale” e “distanziamento fisico”, e i termini non sono di poco conto. Puoi leggere il tweet qui.

La differenza sta nel fatto che, come sembra palese, si è operato nella direzione di un maggiore distanziamento sociale appunto, confondendolo con il mero distanziamento fisico tra le persone; quello sociale, invece, è già implicito tra le conseguenze della crisi, volendo considerare all’aspetto economico di questa vicenda; per questa emergenza non si è considerato la realtà dei vari strati di popolazione in sofferenza anche prima della crisi per storture strutturali del nostro paese, come le fasce più deboli (anziani, bambini disabili). La strage Nelle RSA, l’assenza di decisioni specifiche per le persone con disabilità, di cui quali puoi leggere qui

Il Comitato per la Bioetica: bene l’impostazione, ma carenze sulla disabilità

(a proposito delle scelte di sanità pubblica in relazione alla cura) e l’approccio della didattica a distanza per i bambini in tenera età in particolare son il vero tallone d’Achille dal punto di vista della creazione delle politiche pubbliche in relazione alla crisi del Corona Virus, dove la lentezza e l’incapacità di instaurare processi di Policy making sono palesi e rischieranno di creare futuri problemi strutturali al nostro Paese, che già su certi aspetti non aveva modelli continuativi sul territorio, e che richiederà una nuova definizione di taluni modelli.

Arianna Cavallo, ad esempio, qui descrive molto approfonditamente ciò che accade nell’universo scuola con tutte le sue criticità.

Sulla scuola non c’è un piano, ed è un problema

La confusione del mondo politico, generalizzata per tutti i temi, ma volendo rimanere sul discorso della scuola, rende chiara l’inadeguatezza di tutti questi personaggi nella gestione degli aspetti più sensibili della nostra comunità. Rimane, certo magra consolazione, la figura del presidente della Repubblicaconfusione del mondo politico, generalizzata per tutti i temi, ma volendo rimanere sul discorso della scuola, rende chiara l’inadeguatezza di tutti questi personaggi nella gestione degli aspetti più sensibili della nostra comunità. Rimane, unica consolazione, la figura del presidente della Repubblica a restituire un po’ di dignità alle istituzioni, come puoi leggere qui rispetto alle difficoltà della scuola come comunità.

https://ilmanifesto.it/scuola-maggioranza-divisa-il-colle-la-scuola-e-comunita/

“Se ami l’Italia, mantieni le distanze”,, l’ultimo slogan coniato dalla comunicazione della Presidenza del Consiglio, sembra quindi un vergognoso schiaffo in faccia alla popolazione tutta, ma fasce deboli in particolare, che stanno tentando in tutti i modi di attenersi da due mesi alle indicazioni date dalle autorità sanitarie, addossando sui cittadini ogni forma di responsabilità per ciò che accadrà in futuro e questo sembra inaccettabile; per il semplice fatto che molto di ciò che accadrà domani (leggi nei prossimi 15-20 giorni) dipenderà dall’inadeguatezza delle scelte di politica sanitaria, sia a livello centrale che locale, visto che come al solito si procede in ordine sparso.

Questa considerazione è avallata ulteriormente dal fatto che dal discorso del presidente Conte ci si aspettava, nel descrivere questa fase 2 di “convivenza con il virus”, come egli l’ha definita, maggiori informazioni sulle strategie del Governo su tamponi e tracciamento, il vero nodo della questione, come Andrea Crisanti spiega molto bene qui

https://www.globalist.it/news/2020/04/27/fase-due-del-coronavirus-crisanti-come-evitare-l-impennata-dei-contagi-2057099.html

come emerso anche in un’intervista di Filippo Solibello su Caterpillar di radio2 RAI con il virologo Pregliasco, che dichiara che “per la parte sanitaria ci stiamo attrezzando, i materiali arrivano e i centri di analisi continuano ad essere accreditati”, trovando l’unico conforto, come spesso accade per tutta la vicenda COVID, nelle donne e negli uomini di scienza che, però, non sono né da confondere né possono sostituirsi alle donne ed agli uomini che gestiscono ed indirizzano il Governo, ad ogni livello.

Concludo con una riflessione amara: dalle disposizioni, già carenti per la parte di Politica sanitaria e altre Policy, per le scarse attenzioni alla scuola e all’infanzia, è del tutto assente la parte riferita alla cultura che, come molti hanno fatto notare, è sparita dalle varie disposizioni. Eppure questo è un paese che sulla cultura fa muovere tanto PIL, sia come economia dei contenitori culturali che come industria della cultura. Bene, su questi aspetti è tutto molto fuligginoso, opaco, per non dire colpevolmente ignorato.

Riusciremo a riprendere un nuovo cammino se scuola, cultura e Politica /con la P maiuscola) saranno ancora assenti dall’orizzonte del Paese?

Categorie:disabilità ed accessibilità

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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