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La Politica per i malati, disabili, anziani:

Bandiera del primo congresso di +Europa

Quelle che seguono sono alcune istanze espresse, per via informale, al congresso fondativo di +Europa, svoltosi a Milano il 25-26-27 gennaio 2019, che poi vide l’elezione di Benedetto Della Vedova alla carica di Segretario politico. Premetto che il partito in questione, quello che maggiormente mi rappresenta, si dimostra sensibile su certi temi; devo però registrare una specie di resistenza, non dico in termini operativi, ma almeno al dialogo quando sottopongo certe tematiche e con certe sfumature, fatto che si è verificato alcune volte e con vari esponenti in differenti fasi di vita del movimento. Francamente non so spiegarmi perché si crei questo velo di silenzio, ma confido nella sensibilità delle persone che lo rappresentano e nella bontà delle azioni politiche, che, in parte, contengono alcuni principi come li trovate di seguito.

Gentile Dirigenza di “+EUROPA”,

è mia intenzione porre all’attenzione della Dirigenza di “+EUROPA” alcune tematiche sensibili nel tessuto sociale italiano e al centro di interventi della stessa Unione Europea.

Le persone con disabilità sono, in linea teorica e per grandi tematiche, sempre presenti in seno alla dialettica politica, spesso in termini propagandistici, al punto che si creò un Ministero ad hoc per affrontare tematiche e questioni ad esse legate. Ma quanto effettivamente si muove nella politica a garanzia dei diritti, delle prerogative e del pieno sviluppo delle persone con disabilità? La domanda di partenza posta in questo documento è dunque già una risposta, considerando lo stato giuridico di molte persone con disabilità, la negazione di molti diritti e la mancata applicazione di molte norme a tutela, pur previste nel nostro ordinamento, che vede appunto l’Italia capofila al mondo come assimilazione nella cultura giuridica di taluni diritti che, occorre ricordarlo, sono spesso promossi dal nostro Paese sul piano internazionale, ma purtroppo in ritardo nella fase di attuazione di questi stessi principi e diritti al suo interno.

Risulta importante ribadire che i principi espressi nella Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con Disabilità e nelle varie leggi italiane in merito sono il frutto di quello rintracciabile nell’art. 3 della nostra Carta costituzionale, che per molti aspetti risulta ancora disatteso. Questioni aperte, rispetto alla mancata applicazione dell’uguaglianza enunciata all’art. 3, sono la parità tra i sessi e la non discriminazione in base agli orientamenti sessuali, la parità tra tutti gli individui a prescindere dalla “razza” od origine etnica, la parità tra persone indipendentemente dalle condizioni sociali e, aspetto che racchiude il contenuto di questa raccomandazione, dalle condizioni personali.

L’Europa esprime la più alta interpretazione nella garanzia di taluni diritti, emanando regolamenti e raccomandazioni in tal senso, favorendo con istituti speciali la mobilità delle persone con disabilità, garantendo lo stesso accesso anche a strumenti di uso quotidiano, della vita sociale e della sanità. Ma quanto c’è ancora da fare sia in Europa che in Italia?

Con i principi di “uguaglianza” e “pieno sviluppo della persona”, “+EUROPA” pone già nel suo statuto le premesse per potersi assumere l’impegno di portare avanti, con pragmatismo, politiche rivolte alle disabilità, a quelle periferie esistenziali spesso abbandonate nei fatti da chi governa e da chi amministra la cosa pubblica – soprattutto in determinate aree del Paese -, dove tutto ciò si somma ad ulteriori aspetti di degrado sociale, venendo a costituire così un ostacolo realmente insormontabile ad una piena integrazione.

Si deve però rimarcare la scarsità di indicazioni specifiche anche nel nostro programma, dove la parola disabilità è presente principalmente a proposito degli aspetti riferiti alla riforma del sistema sanitario. Si, aspetto importante, ma non sufficiente a ricomprendere la vastità di esperienze e tematiche coinvolte. Si rileva altresì, in termini positivi, la trasversalità delle istanze poste dallo Statuto a proposito della piena valorizzazione dello sviluppo della persona umana, ai processi di democratizzazione e all’uso delle tecnologie e dell’innovazione in termini di e-gouvernement, tutti aspetti che, ovviamente, toccano in pieno le persone con disabilità. Ma possiamo osare, parlare, proporre di più.

Quando si parla di persone malate e di persone disabili si allude ad una percentuale che grossomodo è pari al 10% della popolazione europea e al 7% di quella italiana, percentuali che crescono vertiginosamente quando poi si vuol alludere ai familiari e agli attori sociali che sono coinvolti in queste tematiche. Pertanto trattare ed esporre con pienezza aspetti di questo genere vuol dire avere a cuore quella che è la condizione di milioni di persone. Si ribadisce inoltre che “+EUROPA” può e deve distinguersi per un maggiore pragmatismo in questi ambiti, dove la proposta di azioni concrete, di raccolta delle istanze dal basso, possa poi portare alla presentazione di soluzioni efficaci.

Nel panorama delle realtà vicine a “+EUROPA” è esemplificativo il ruolo dell’associazione “Luca Coscioni” che, attraverso il lavoro di Filomena Gallo, Marco Cappato e Marco Gentili, pone sempre al centro del dibattito e dell’azione politica gli interessi autentici delle persone disabili o malate, non perdendo mai di vista quello che è il carattere fondamentale alla base di vicende e storie, ovvero la dignità, che Emma Bonino ha saputo umilmente mostrare nel raccontare se stessa attraverso la malattia; +EUROPA” da qui deve partire per abbracciare pienamente battaglie, tematiche e proposte perché riguardano l’esistenza di milioni di persone e, se mai occorresse ribadirlo, una volta indirizzati verso percorsi politici che ruotino attorno all’integrazione e all’inclusione, attorno all’assistenza e all’emancipazione, attorno al welfare e ai diritti delle persone malate e con disabilità riguardano anche l’economia, interessando numerosi punti di PIL e voci di bilancio dei singoli stati e dell’Unione Europea.

A “+EUROPA” si richiede di considerare cardine, assolutamente trasversale e di enorme rilievo i tre seguenti aspetti, onnicomprensivi di una molteplicità di situazioni, sulle quali la politica italiana deve dare risposte, per portare il nostro Paese al livello di altre realtà del continente anche dal punto di vista dell’applicazione di questi diritti:

1 – Una maggiore tutela della persona con disabilità nel perseguimento della piena inclusione sociale; questo attraverso l’inserimento di specifici punti riferiti alla disabilità nei documenti ufficiali che da ora in avanti verranno ad opera della dirigenza, che deve tradursi nella proposta concreta di attuazione della normativa già esistente e nel perseguimento degli obiettivi di applicazione dei nuovi diritti provenienti dall’Unione Europea, assorbendo il meglio rappresentato dai modelli di altri paesi all’avanguardia su queste tematiche. Si pensi alla possibilità di attuare al meglio i processi di emancipazione, valorizzando ad esempio l’autoimprenditorialità; oppure adeguando i livelli di accessibilità di luoghi e servizi; o mirare alla piena introduzione dell’e-gouvernment ad ogni livello per rendere maggiormente attiva la popolazione disabile nelle relazioni con la società e lo Stato.

2 – Una maggiore attenzione nei confronti delle persone malate e delle loro famiglie: occorre sottolineare che con l’invecchiamento della popolazione e i cambiamenti climatici, vanno poste al centro della politica le soluzioni di welfare che guardano alla malattia non come una condizione che porta verso la fine, ma lo stato transitorio di difficoltà che ogni persona può attraversare. Ribadiamo con convinzione il sostegno già espresso da “+EUROPA” a favore delle scelte di fine vita, parimenti al riconoscimento dello status di “persone occupate” a tutte quelle centinaia di migliaia di donne che assistono i malati nel nostro paese, spostando il focus da meri interventi economici passivi rispetto al malato cronico al riconoscimento attivo del ruolo di coloro che si occupano quotidianamente di malati e disabili in sostituzione delle elementari funzioni che lo Stato dovrebbe garantire per l’erogazione domiciliare di tali servizi. Si cita la questione del tutto trascurata dalla politica di questo e degli scorsi governi riferita a centinaia di migliaia di persone con Alzaimer, che eccezion fatta per rari casi di brillante intervento, sono spesso – specie al sud – affidati all’assistenza di familiari, che se ne fanno carico con grande sacrificio in termini economici e di dignità.

3 – la piena valorizzazione della persona: questo può avvenire attraverso alcuni punti cardine già presenti nel nostro vulnus politico, ovvero l’attenzione posta allo sviluppo di ogni individuo; concretamente questo, se riferito alle persone con disabilità, può avvenire attraverso forme precise di valorizzazione, come la formazione continua, l’integrazione lavorativa e sociale, il miglioramento degli ambienti e dell’ambiente, il diritto alla costruzione di una vita affettiva, punti che sono premessa, oltretutto, per un rilancio sostenibile della nostra economia e il miglioramento complessivo della qualità della vita di tutti. Si sa, d’altronde, che un mondo dove le persone sono valorizzate e godono dell’accessibilità come diritto garantito è, indubbiamente, un mondo migliore per tutti. Dal punto di vista del soddisfacimento dei singoli progetti di vita occorre dare sostanza all’art. 25, Co. 1, lett. A) della Convenzione, inserendo nel quadro complessivo delle attenzioni di “+EUROPA” in merito alla medicina riproduttiva, un chiaro riferimento alla tutela del diritto da parte delle persone con disabilità all’accesso libero e gratuito a tutti gli strumenti di procreazione medicalmente assistita, per soddisfare pienamente il diritto alla costruzione di una autonoma dimensione familiare; inoltre, per tenere alta l’attenzione su questi temi ed essere incisiva sulle relative politiche, “+EUROPA”, noi tutti, dobbiamo ribadire il diritto riconosciuto nella citata Convenzione a proposito del maggiore coinvolgimento nella politica e nella società delle persone con disabilità come enunciato nell’art. 29, ribadendo il concetto, sempre più necessario, che “niente su di noi, senza di noi”.

In conclusione si ribadisce che occorre interiorizzare, per una maggiore incisività di ogni proposta perseguita, il principio guida espresso dalla sopra citata associazione “Luca Coscioni”, lo slogan che lo stesso fondatore aveva coniato su questi temi: “Dal corpo del malato al cuore della politica”, perché proprio dall’effettiva conoscenza delle tematiche possano poi emergere le più brillanti soluzioni.

Tutto quanto sostenuto sinora si rene necessario da parte di un partito moderno ed europeista, democratico e liberale, per sconfiggere il vuoto oscurantismo che ad oggi è rappresentato da una politica sorda e cieca alle istanze più profonde, immobile e muta sulle grandi tematiche di civiltà.

NB: articolo scritto il 17-01-2019.

Categorie:istituzioni, politica, società

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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