Menu Home

Cecità, il libro.

“Cecità” di Josè Saramago, che gli valse il premio Nobel per la letteratura nel 1998, risulta un potente romanzo di fantascienza apocalittica, utile all’autore per esercitare una profonda critica sociale. Lo stesso scrittore, nel discorso fatto in seguito all’assegnazione del Premio Nobel, ha sottolineato come la società contemporanea sia cieca poiché si è perso il senso di solidarietà fra le persone.

Il libro:Jose Saramago, Cecità, 1996, Einaudi editore, trad. di Rita Desti, p. 315.

Trama: In una città anonima, un automobilista fermo al semaforo si accorge di essere diventato improvvisamente cieco. La sua malattia, però, è peculiare: infatti egli vede tutto bianco. Tornato a casa con l’aiuto di un altro uomo (che ben presto si rivelerà un ladro) racconta l’accaduto a sua moglie. I due si recano da un medico specialista, che dopo aver esaminato l’uomo si accorge di non avere spiegazioni per quella improvvisa cecità. Ben presto, però, il male bianco comincia a diffondersi in tutta la città e il governo del paese decide di rinchiudere gli infetti in vari edifici, allo scopo di evitare il contagio. Ogni giorno le guardie avrebbero fornito il cibo agli internati. Il medico, la moglie del medico (l’unica dotata ancora della vista), il primo cieco e sua moglie, il ladro di automobili e altri personaggi si ritrovano nello stesso edificio, un ex manicomio. In un primo momento, la distribuzione degli alimenti avviene regolarmente, ma ben presto i ciechi si ritrovano abbandonati, perché la cecità si diffonde anche tra i soldati e i politici, fino a colpire tutto il paese.

All’interno del manicomio un gruppo di “ciechi malvagi” s’impossessa di tutte le razioni di cibo provenienti dall’esterno per poter ricattare gli altri e ottenere potere, oltre a rapporti sessuali con le donne. Nel tentativo di rendere inoffensivi questi malvagi si scatena un incendio nella struttura, ma una parte degli internati, tra i quali il gruppo della moglie del medico, riesce a uscire all’esterno dell’ex manicomio, dove la protagonista vedente si renderà conto dei risultati dell’epidemia. Morti per le strade, la città in totale abbandono, gruppi di ciechi che occupano le case altrui e lottano l’uno contro l’altro per assicurarsi del cibo.

Recensione: In questa, come in altre opere di Saramago, viene utilizzato uno stile che prevede l’assenza di nomi propri per i personaggi, identificati tramite espressioni impersonali (come la ragazza dagli occhiali scuri, il vecchio con la benda e il ragazzino strabico, e così via). I dialoghi non sono introdotti dai due punti, né vengono utilizzate le virgolette, ma le frasi dei vari partecipanti sono separate da una virgola, seguita da una parola che inizia con una lettera maiuscola. Il tema fondamentale del romanzo è quello dell’indifferenza, che esplode con il diffondersi dell’epidemia..Il romanzo indaga a fondo la nostra società e le sue strutture di potere; essendo ambientato in un tempo e un luogo indefiniti, potendo pertanto riguardare chiunque. Durante la reclusione dei malati nel manicomio, infatti, essi si ritrovano in una situazione che ha fatto tabula rasa di tutte le condizioni sociali precedenti, lasciando loro la libertà di una organizzazione nuova e più equa, etica. Il pessimismo antropologico dell’autore, però, non fa sì che gli internati creino una società idilliaca, ma regrediscono fino a vivere in uno stato di natura hobbesiano in cui l’unica legge che conta è quella del più forte, e in cui viene messa in atto una guerra di tutti contro tutti per la sopravvivenza. L’unica organizzazione possibile risulta essere una dittatura di pochi che, tramite la violenza, tengono in scacco la maggior parte dei malati; fra i personaggi del romanzo non si sviluppa mai una vera solidarietà, che rimane circoscritta alle donne, le quali, in seguito al trauma collettivo dello stupro da parte dei ciechi malvagi, formano un nuovo noi, una comunità che assume una valenza salvifica nella figura della moglie del medico. Nonostante questo sia il personaggio più positivo della vicenda, però, anch’essa si macchia di alcuni crimini legati alla necessità della sopravvivenza,

NB: la versione audiolibro di “Cecità” è stata prodotta nel 2011 dalla casa editrice Emons Audiolibri con la voce di Sergio Rubini. Lettura superlativa

Categorie:TV&radio

Tagged as:

Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: