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Il coraggio di credere nel Noi: “A Mano disarmata”, il libro.

Quando ti scegli un mestiere, come il giornalista, e cerchi di onorarlo con la deontologia e il coraggio dell’onestà, già hai vinto. Se sei donna e ti occupi di cronaca nella periferia romana, ti può capitare che quel coraggio e quella perizia nell’esercitare il mestiere devono esser veramente infiniti, perché da sola, l’onestà, non basta. Soprattutto se ti imbatti, con le tue inchieste, nelle più pericolose famiglie criminali del territorio, abituate a trattare le donne con inferiorità, a percepire i giornalisti come una minaccia. Federica Angeli ha dimostrato molto coraggio nell’affrontare tutto ciò all’interno di una delle periferie più difficili d’Italia, quella del litorale romano.

Il libro: Federica Angeli, A mano disarmata, 2018, Baldini&Castoldi, P. 384.

Trama: due spari nella notte, le finestre che si aprono e subito dopo un grido: «Tutti dentro, lo spettacolo è finito!» Siamo a Ostia, nel 2013, e tra gli abitanti di quei palazzi c’è anche Federica Angeli, cronista di nera per le pagine romane di «la Repubblica», che in quella periferia è nata e cresciuta. Da tempo si occupa dei clan locali e ha subito gravi minacce. Sa quindi come è fatta la paura, ma crede che l’altra faccia della paura sia il coraggio. Se i vicini rientrano obbedienti al comando del boss, lei decide di denunciare ciò che ha visto. Nessuna intimidazione fa vacillare la sua fede in un noi con cui condividere la lotta per la legalità. Federica Angeli ha ottenuto alcune vittorie giudiziarie, seppur faticose, con l’unica arma che possiede, la penna. In questa sua testimonianza racconta le tappe di una vera e propria sfida alla malavita, nel solco di un giornalismo nobile, illuminato di etica civile, che non compiace altro che la verità. L’autrice, nello svolgere con coerenza e puntualità il suo lavoro di cronista, non dimentica la sua dimensione di donna, di madre e di moglie contesa alla serenità famigliare che riesce magicamente a preservare, coinvolgendo i figli in un gioco alla guerra.

Federica Angeli (Roma 1975), cronista di nera e giudiziaria, scrive per «la Repubblica» dal 1998, dove è redattrice dal 2005. Dal 2013 vive sotto scorta dopo le minacce […]

Attenzione: informazioni tratte dal sito web della casa editrice del libro.

Recensione: il giornalismo d’inchiesta, in Italia, ci ha restituito grandi firme da sempre. Quando i bravi giornalisti sfidano il potere occulto delle mafie, non piegandosi mai ai ricatti, ancor più facili verso una donna, meritano l’attenzione di tutti, prima ancora che per il loro impegno professionale, per l’elevata etica nello svolgimento della loro funzione e per il senso civico reso alla società. Per questo La Angeli è stata insignita nel 2015 dal Presidente Mattarella dell’onorificenza di Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana. Per il suo lavoro di giornalista, encomiabile già da prima della pubblicazione di questo libro e dell’inchiesta nata nel 2013, ha ricevuto inoltre una dozzina di premi e riconoscimenti, tra i quali ricordo a titolo esemplificativo il Premio Donna dell’anno 2014 (consegnato dal municipio X di Roma) per un’inchiesta sulle attività illegali a Ostia, la Medaglia al Premio Bontà (consegnata dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano nel dicembre 2014), il Premio Mario Francese per l’impegno contro la criminalità organizzata e il Premio di Articolo 21 come simbolo del giornalismo d’inchiesta italiano nel 2015, il Premio Falcone e Borsellino nel 2016

e il Premio indetto alla memoria di Daphne Caruana Galizia, per aver fatto sentire la voce della verità e della trasparenza nel 2017.

Durante la lettura del suo libro ho provato una profonda commozione per la naturalezza di questa Donna nell’affrontare l’ovvia battaglia , professionale ed umana, per la civiltà, ponendosi indiscutibilmente dalla parte del giusto, della Legalità, della collettività; anzi, stimolando questo sentimento di comunità (il “Noi” spesso richiamato tra le sue pagine), perduto ad Ostia decisamente sminuito, con una realtà sociale caratterizzata da una diffusa omertà sulle malefatte della famiglia Spada e di altri sodalizi criminali. Un libro che consiglio per chi vuole apprezzare il senso della parola coraggio e trovare linfa vitale per sostenere moralmente le proprie piccole e grandi battaglie. Si tratta di un testo che, assieme a pochi altri, andrebbe introdotto nelle scuole in un ipotetico e recuperato spazio dedicato all’educazione civica, per completare la formazione di buone cittadine e buoni cittadini, dediti all’onestà, al coraggio delle proprie idee, al senso di comunità e alla legalità, al di là di ogni difficoltà che questo percorso possa portare.

Per apprezzare la naturalezza e la spontaneità di Federica Angeli nel raccontare le traversie subite a seguito della sua coraggiosa denuncia, che ha portato alla pubblicazione di questa cronaca di giornalista sotto scorta, potete ascoltare (dal canale Youtube della stessa casa editrice) questo intervento durante una presentazione del libro.

In un certo qual modo, questa canzone di Caparezza ha accompagnato la lettura di questo libro.

https://oppostevisioni.wordpress.com/?p=407

NB: il libro di Federica Angeli, comprato in versione cartacea per sostenere concretamente il lavoro di una delle migliori giornaliste italiane di sempre, ho potuto ascoltarlo grazie al tempestivo – quasi coevo – lavoro di realizzazione della versione audiolibro a cura del Centro Nazionale del Libro Parlato “Francesco Fratta”, che offre questo servizio esclusivamente ai non vedenti. Ne esiste una versione commerciale, letta da Giusy Frallonardo, che potete trovare sulla piattaforma audible.it.

Categorie:TV&radio

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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