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A mano disarmata, il film.

Con un soggetto tratto dall’omonimo libro (recensito qui

https://oppostevisioni.wordpress.com/2020/05/08/il-coraggio-di-credere-nel-noi-a-mano-disarmata-il-libro/

), e sceneggiato dalla stessa Federica Angeli e Domitilla Di Pietro, il film descrive un esempio di ordinario eroismo in un’Italia che avverte la mancanza delle istituzioni, facendo emergere, ad esempio, l’inadempienza dello Stato che procura una scorta solo a Federica, lasciando scoperti i suoi famigliari, costruendo con vigorose pennellate il ritratto di un personaggio profondo e portatore di vera umanità.

Film: A mano disarmata, Italia, 2019, regia di Claudio Bonivento, una produzione Laser Digital Film in collaborazione con Rai Cinema, distribuito da Eagle Pictures, durata 107 minuti.

Cast (Personaggi principali): Claudia Gerini (Federica Angeli), Francesco Venditti (Massimo Coluzzi), Mirko Frezza (Calogero Costa), Francesco Pannofini (Riccarrdo Torrisi), Rodolfo Laganà (Rocco Costa), Gaetano Amato (Matteo Martella), Nini Salerno (Maresciallo), Giorgio Gobbi (Peppe), Emanuela Panelli (Chiara Colombo), Milena Mancini (Alessia Angeli), Maurizio Mattioli (Guido Serra), Massimo De Francovich (Egidio Angeli),

Trama: Cronista del quotidiano la Repubblica, nata e cresciuta ad Ostia, è stanca di assistere ai soprusi che la mafia locale (capitanata – nel film – dalla famiglia Costa, NDA) infligge ai suoi concittadini, e decide di applicare la sua competenza in materia di giornalismo d’inchiesta ad un’indagine sulla criminalità organizzata lungo il litorale romano. Le minacce non tardano ad arrivare, a Federica come alla sua famiglia: il marito Massimo, i tre figli, la sorella, la madre. La giornalista viene messa sotto scorta e la sua vita vede una profonda trasformazione, costretta a molte rinunce perché sottoposta alle continue minacce dei boss locali. A mano disarmata racconta la vera storia della giornalista e della donna Federica Angeli, traendo il soggetto interamente dal libro testimonianza da lei scritto nel 2018, vedendo solo cambiato qualche particolare, come lo pseudonimo Costa al posto della vera famiglia Spada. La storia poggia interamente sulle sue spalle solide, e le tante sfumature della coraggiosa Donna si susseguono sul viso dell’attrice, ripresa quasi sempre in primo piano ed evidenziando molto l’espressività dei suoi occhi. IL film si concentra sulle tre tappe fondamentali, come raccontate nel libro testimonianza: il boss che la minaccia, sperando di intimidirla, di conseguenze se non interrompe le sue inchieste; la sparatoria sotto casa sua alla quale Federica Angeli assiste, andando poi a deporre come unica testimone oculare; il cambiamento irreversibile della sua vita da quando va a denunciare, ritrovandosi in poche ore sotto scorta.

Recensione: il film diretto da Claudio Bonivento risulta una pellicola di impegno civile, ben interpretata, ma forse molto vicino ai canoni televisivi, come dimostrano le riprese molto strette e concentrate sui primi piani dei personaggi principali. Da questa pellicola emergono i tratti di una persona con un elevato senso civico e deontologia professionale, che le hanno impedito di voltarsi dall’altra parte anche quando le conseguenze sono diventate pesantissime per sé e i suoi cari. Claudia Gerini è risultata l’interprete più adatta per il ruolo di Federica Angeli, sia per una certa somiglianza fisica e per provenienza geografica, sia perché incarna un femminile combattivo e materno allo stesso tempo, una sensualità del tutto femminile abbinata ad una volontà e a una determinazione ben sedimentate. Dalla visione di questo film, a seguito della lettura del libro, devo riconoscere che da esso emerge, condensata nei tempi cinematografici, la profondità della protagonista, e il suo processo interiore di maturazione rispetto agli eventi che, sfuggendo dalla mera logica professionale, hanno invaso la sua vita personale. Una personalità profonda, molto dibattuta in relazione alle conseguenze delle scelte professionali sui suoi familiari, ma anche molto determinata ad andare fino in fondo. E soprattutto emerge il suo coraggio, racchiuso emblematicamente nel faccia a faccia con un esponente della famiglia criminale dove afferma con durezza e determinazione “tu, i miei figli non li tocchi, punto.”. Federica questo è, in fondo, una persona molto forte che si è caricata su di sé il peso di una comunità che soffre, facendo emergere tutte le brutture e le vessazioni perpetrate da gente senza scrupoli ed umanità. Una storia emblematica, nata dalla grande capacità di fare la cronista, di fare bene il suo mestiere, che ha però avuto positive ripercussioni su un intero territorio, nonostante le sofferenze vissute nei momenti di maggior pressione che gli Spada (alias Costa) hanno esercitato sulla sua esistenza, fino a quando la giustizia ha fatto il suo corso, assicurando pena certa a questi malfattori. Complessivamente un bel film, lo consiglio a tutti.

Una menzione merita anche la colonna sonora, firmata dal cantautore romano Mirkoeilcane con il brano “Da qui”, che restituisce bellezza musicale all’insieme del film; potete ascoltarlo qui.

https://oppostevisioni.wordpress.com/2020/05/10/da-qui-di-mirkoeilcane/

Se servisse, potete convincervi a vedere questa pellicola con il thrailer che trovate qui sotto

Categorie:TV&radio

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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