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Il caos creativo e la formazione continua

Non ci fate caso ai titoli dei post, soprattutto quando sono riferiti al diario. Devo rallentare i pensieri vorticosi, quindi mi ritrovo spesso a categorizzarli, per dipanarli, renderli più fluidi.

In questa mattinata di primavera avanzata sono due i pensieri che mi girano in testa: la scrittura per questo blog, che fondamentalmente è per me stesso, diciamo a fini terapeutici; ovviamente non perdendo mai il filo della condizione in cui scrivo, ovvero la comunicazione a voi che leggete, essendo WP una piattaforma di condivisione. Il secondo tarlo invece è legato al momento che vivo in questo frangente, ovvero la formazione professionale per riqualificarmi sul mercato del lavoro; parole vuote, se lette così.

In questa bella e soleggiata mattinata primaverile mi sono alzato con un magma di pensieri riferito a quello che scrivevo ieri, ovvero immaginare su OpposteVisioni uno spazio di “dialogo”, per non farlo diventare sterile e autoreferenziale. Sono vari gli argomenti, e come avrete notato alcuni mi stanno particolarmente a cuore. Il primo, sul quale mi sto documentando, è il ruolo della comunicazione ai tempi del Coronavirus.

IL secondo aspetto invece è direttamente collegato alla mia presenza qui a Roma (provincia), date le mie origini pugliesi, ovvero ricostruire, a quarant’anni suonati, un percorso diverso di vita rispetto al percorso tracciato sinora. Questo purtroppo, date le condizioni della nostra società (spesso da me dipinta con colori cupi rispetto alla questione delle disabilità), è una “ferita aperta”, ma con margini di miglioramento, almeno auspico.

Sono impegnato in un corso di formazione destinato ai ciechi per la figura professionale del centralinista. Non risulta per me un ripiego, dopo studi universitari, dottorato di ricerca e percorso di autoimprenditorialità nel settore dei servizi turistici; no, anzi. Ritengo che ogni possibilità data, lavorativa intendo, può permetter ad una persona di dare il meglio di sé. Se considerate che rispondere al telefono è come esibire il primo biglietto da visita per presentare la qualità di un servizio erogato (azienda privata o Pubblica Amministrazione che sia), questo ruolo forse non è proprio da buttare, se accompagnato dallo svolgimento diligente delle mansioni assegnate.

Il problema del giorno è: servirà questo percorso formativo (l’ennesimo) per migliorare la mia condizione di disoccupato (inoccupato preferisco) cronico per condizioni personali? Il mercato del lavoro sarà pronto ad assimilare ancora l’utilità di un cieco addetto alla comunicazione telefonica, in tempi di automatismi e simultaneità dei processi comunicativi?

Vedremo. Per ora torno alle mie lezioni in streaming con relativi test (oggi economia) e alla lettura di articoli sull’Infodemia.

Spero che oggi qualcosa di buono esca fuori dalla mia testa, ad ora, ancora confusa come al risveglio, anche se con un caos meno vertiginoso.

Categorie:Il mio Diario

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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