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La bruttina stagionata di Carmen Covito..

A volte si arriva ai romanzi d’esordio di alcuni autori per caso. Dell’autrice avevo già letto un altro libro, che quanto prima sarà oggetto di recensione da questo blog. Ma di Carmen Covito, grazie alla piattaforma Storytel, ho potuto leggere il romanzo d’esordio, appunto, “La bruttina stagionata”, del 1992.

Il libro

Carmen Covito, La bruttina stagionata, 1992, Bompiani, pagine 272.

Trama

Marilina Labruna vive in una Milano livida, popolata di donne solitarie e di furbi che approfittano dei bisogni d’amore. Perciò lei, quarantenne non brutta ma, peggio, bruttina, deve trovare un modo diverso di trionfare. Marilina, di aspetto non avvenente, piccola e grassoccia. Laureata in lettere, ha rinunciato all’insegnamento per paura del confronto con gli studenti e vive scrivendo tesi per conto di laureandi che non vogliono addossarsi questa incombenza. Da un rapporto stabile, o agognato tale, e da un incontro per il suo lavoro scaturiranno una serie di circostanze, a tratti esilaranti, che guidano il lettore nella psicologia soggettiva e collettiva di una società italiana di inizi anni Novanta del Novecento in evoluzione, dove anche i costumi delle donne sono in fieri, alla ricerca di una emancipazione mai del tutto completamente accettata corpo sociale. Tra storie d’amore vere, presunte, sperate e vicende di una famiglia corpuscolare, la protagonista giungerà ad una piena maturazione personale, di presa di coscienza di sé e degli altri.

Recensione

Come accennato, questo è il romanzo d’esordio della carriera da scrittrice di Carmen Covito, con il quale vince il Premio Rapallo-Carige Opera Prima 1992 e il Premio Bancarella 1993. Per la scrittrice lombarda è lo strumento letterario utile per raccontare una Milano di periferia, non solo urbana, in un periodo di massimo cambiamento per l’Italia e per l’intero mondo, registrando in quegli anni la caduta dei regimi comunisti dell’est Europa, oltre al mutamento silenzioso della società italiana. Non vi sono direttamente citati fatti o circostanze nel romanzo, ma se ne avvertono le atmosfere. Il libro è un percorso interessante nella vita di una persona che, emblematicamente, vive le sue solitudini e i suoi dilemmi da una prospettiva singolare, quella dei sentimenti intrecciati con le necessità quotidiane di vita e i rapporti basilari con gli altri. Cerca di smontare la percezione dell’amore per non illudere se stessa, tentando al contempo di governare la sua stessa esistenza, sempre sul filo dell’irreparabile. La scrittura di Covito è veramente molto interessante. Di questo romanzo d’esordio però volevo sottolineare due aspetti. Il primo, che mi ha lasciato non del tutto folgorato dalla lettura delle sue pagine, è l’eccesso didascalico nel tentativo di descriver una libertà sessuale della protagonista. Rimane vero che si tratta di un libro di quasi trent’anni fa, dove molti erano i tabù anche letterari, oltre che sociali, con i quali le donne dovevano confrontarsi. Ma dal punto di vista squisitamente letterario, alcuni brani li trovo stucchevoli, anche se certi passaggi sono funzionali alla storia complessivamente considerata. Il secondo aspetto invece è riferito alla descrizione di una periferia esistenziale del tutto contemporanea. In questo l’autrice riesce benissimo, raccontando miserie e virtù di persone comuni ancora del tutto visibili nell’Italia del 2020. Pregiudizi e velleità della componente maschile della società rendono difficile ogni percorso di piena emancipazione di una donna, costretta a fare i conti con la propria solitudine e le proprie debolezze. Situazioni ancora del tutto attuali dunque, che connotano quest’opera come utile ad indagare le storture sociali, al di là delle beghe sentimentali della protagonista.

NB: Romanzo ascoltato in formato audiolibro dalla piattaforma Storytel e letto da Teresa Saponangelo. Lo trovate qui.

Categorie:TV&radio

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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