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La cronaca racconta di una Ndrangheta permeata ovunque e una mafia immutata.

Leggendo la cronaca di oggi ti accorgi come la redenzione dalla subcultura mafiosa sia ancora obiettivo lontano. Dal sito di Repubblica si legge di un blitz che ha smantellato un sodalizio di ndrangheta a Verona. Di questa notizia mi colpisce un aspetto. Le indagini risalgono al 2017-2018. Segno che gli inquirenti hanno approfondito e rinsaldato le accuse che oggi hanno portato all’operazione. Ma sapendo il veloce evolvere di alcune circostanze e la particolarità di questa organizzazione nell’essere fluida e pervasiva sul territorio, mi chiedo se non esiste la possibilità di abbreviare i tempi tra le indagini e, di fronte a palesi dimostrazioni come quelle di Verona, l’esecuzione degli ordini di arresto. Attenzione, non lo dico in termini forcaioli, ma la presenza delle cosche, il volume e le dinamiche degli affari e la stessa presenza di certe personalità in questo o quel territorio, dovrebbero dare l’evidenza del pericoloso intreccio criminale che ne può scaturire, con conseguenze sociali ed economiche facili da prevedere. Mi chiedo se non sia possibile avere tempi più rapidi per dare risposte alla collettività, gravemente danneggiata da queste dinamiche criminali. Magari mi sfugge un motivo, la mia riflessione è del tutto istintiva, domanda che però molte altre persone si pongono reputando come me questi gretti il vero male del nostro tempo.

Veniamo alla seconda notizia. Salvo Palazzolo ci racconta la cronaca di un’altra operazione, frutto delle indagini su una cosca mafiosa di Palermo. Se la vicenda di Verona racconta di un potere economico che si decide nelle Ndrine di remoti centri calabresi, la vicenda di Palermo narra di una rappresentazione arcaica di un potere logorante, pornografico, avvilente se volete.

Entrambe le organizzazioni si rappresentano in un folcloristico modo di vedere il mondo. Mentre grandi questioni assediano l’uomo, questi gretti personaggi esercitano ancora un fascino, una influenza sociale con baci in pubblico e modalità arcaiche di intimidazione. Credendoci loro per primi.

Ma secondo voi, ne usciremo mai?

Categorie:La mafia è una montagna di merda

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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