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La destra italiana tra rappresentazione veterofascista ed apologia della mafia, con uno sgombero atteso da quindici anni.

Il trend registrato in ambito culturale nel Paese, con certi episodi, ancora descrive un’Italia profondamente retrograda, legata a vecchi retaggi e, fatto ancora del tutto inspiegabile, legata ad un potere dalle vecchie rappresentazioni, come accennavo nel post sui blitz del 4 giugno.

Per quanto riguarda le manifestazioni del 2 giugno della destra italiana registro solo che si vede viva una subcultura che agisce come se la presenza della mafia sia normale, ne determina la sua essenza con la rappresentazione plastica di un’entità fallibile. “La mafia ha sbagliato fratello” è l’apologia dell’essenza mafiosa, perché in grado di agire per proprio conto con violenza, ma vicina a noi perché percepita come fallibile, se tale posizione sostiene un’eversiva offesa della prima carica dello Stato; non credo di esagerare dicendo che si tratta di un sentimento diffuso in quella sconcia rappresentazione di questa destra fintamente democratica.

Attenzione, il messaggio che si vede nel video diffuso da Globalist è la condizione mentale, culturale, di molti italiani. Apprezzo sempre di più la figura di Michele Ansaldi, in tempestivo primo piano per la denuncia di queste ignobili rappresentazioni di neofascismo nel nostro Paese.

Mi resta comunque il sapore di un’impunità dei fascisti, come dimostra la vicenda del Palazzo abusivamente occupato nel centro di Roma e che finalmente vede la Notifica di sequestro dello stabile. Esistono norme che dovrebbero tutelarci dal ritorno del fascismo. Esistono norme che puniscono le offese al Presidente della Repubblica, esistono norme di buon senso che indicano l’esempio da seguire, anche per la reale percezione dei fatti e del mondo. Ma invece siamo sempre al punto di cercare di scardinare con la ragione quel sentimento profondamente diffuso nell’ossatura del Paese, che legittima il potere mafioso, offende il Presidente, manifesta la sua natura fascista, ignora le regole della civile convivenza e le decisioni contingenti delle autorità. Eversivi è poco.

Categorie:istituzioni, politica, società

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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