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“Vento in Scatola”: tra alterità e diritti civili. Storia da dietro le sbarre.

Cara lettrice e caro lettore, siamo ad una nuova recensione di un’opera di Marco Malvaldi, considerando che rinvio ulteriormente degli articoli sulla serie dei Delitti del Bar Lume, capitolo – letterario e filmico – che merita tutt’altro spazio. Ma dopo Argento vivo ora vi presento l’ultimo libro dell’autore toscano, frutto di una sua esperienza interessante, che restituisce un romanzo intenso, concentrato sulla storia con lo stile di Malvaldi, ma anche attento alla sfera dell’alterità e dei diritti civili, elemento aggiuntivo apportato da Glay Ghammouri.

Il libro

Malvaldi Marco – Ghammouri Glay, “Vento in scatola”, Sellerio Editore, Palermo, 2019, pagine 212.

Trama

Protagonista di questo romanzo a quattro mani Malvaldi-Ghammouri è salim mohammed salah. ha 29 anni, una laurea in economia e molti contanti, ottenuti tramite una truffa. in fuga dalla tunisia si è rifugiato in italia, ma qui viene arrestato per detenzione di stupefacenti (che non gli appartengono). Dietro le sbarre si accorge di lui gaetano quarello, un boss al 41 bis che decide di affidare a mohammed la gestione dei suoi risparmi, un’offerta che non si può rifiutare considerato da chi proviene. Quando mohammed si dovrà confrontare con la richiesta di aiutare la polizia a sgominare gli affari del boss, si troverà così di fronte a un altro dilemma: perdere tutti i suoi soldi e guadagnare la libertà in quanto collaboratore di giustizia, oppure rimanere in galera. marco malvaldi senza abbandonare l’ironia, ha voluto cogliere una occasione regalandoci insieme a Glay Ghammouri l’opportunità di guardare al carcere in modo né convenzionale né caritatevole, ma davvero dall’altro lato delle sbarre.

Recensione

Lo ribadirò sempre, fino a palese smentita, che vorrebbe dire un flop dell’autore toscano: Marco Malvaldi è un autentico geniaccio della narrazione. Il geniaccio, direi, dei nostri tempi. La sua peculiare capacità di montare e smontare, attraverso l’uso della parola, l’animo del personaggio prima ancora che la storia che egli vive, lo rende uno tra gli autori contemporanei più capaci, dotato di uno stile assolutamente efficace ed intelligente. L’esperienza di un laboratorio di scrittura svolto in un carcere toscano, causa dell’incontro con Glay Ghammouri, porta due orizzonti ad incontrarsi nella narrazione romanzesca di un microcosmo multiforme di umanità e disumanità, dove si oscilla tra la diversità culturale e i diritti civili nei penitenziari italiani. Ogni elemento della storia, tanto ordinario quanto particolare, è autentico, non perché riferito a fatti reali, ma perché supporta la fantasia costituita dal quadro dipinto attorno al protagonista, che però vive e descrive esperienze plausibili nella nostra realtà carceraria. E scherzando, quest’inedita coppia, è in grado di raccontarci la profondità dell’animo umano, ma anche la sua grettezza, in una peculiare veste dell’esperienza, ovvero quella del detenuto. Ve lo consiglio caldamente.

Nota

L’accesso alla versione audiolibro è stata possibile grazie all’adattamento eslusivo per i non vedenti realizzato dalla nastroteca “Francesco Fratta” dell’Unione italiana dei ciechi.

Categorie:TV&radio

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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