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Sui territori, in attesa del Disability Pride 2020.

Al via nel percorso accessibile di Macchiatonda

Tra le conseguenze del lockdown degli scorsi mesi c’è stato il rinvio o l’annullamento di molti meeting della società civile, compreso l’annuale appuntamento del Disability Pride, quest’anno previsto per il 7 giugno e rinviato. Per scoprire nel dettaglio in cosa consiste questa manifestazione, su Sfigatto potete leggere un mio contributo sull’edizione 2019. Alla riapertura delle attività di fruizione del territorio il tema dell’accessibilità è stato riproposto con forza dal variegato cosmo delle realtà che si occupano di disabilità.

Natura senza barriere

I visitatori nel tratto di spiaggia della riserva

Per il 2020, al posto della giornata di rivendicazione dei diritti dei disabili organizzata e coordinata a livello internazionale e che tramite manifestazioni di piazza pone con forza certe tematiche a società distratte, soprattutto quella italiana, si è sostituito e dato valore ad una serie di iniziative locali, dove attraverso visite guidate, escursioni e dibattiti il tema dell’accessibilità universale viene riproposto alla luce di una crisi sanitaria mondiale che ha determinato lo stretto rapporto tra limitazione e libertà, condizione che le persone disabili e le loro famiglie vivono quotidianamente.

Un gruppo di escursionisti a Macchiatonda

Nel quadro complessivo di iniziative, “Natura senza barriere” ” voluta da Federtrek e organizzata in collaborazione con la rete del Disability Pride Italia ha catalizzato l’attenzione per vari appuntamenti sul territorio nazionale.

All’interno di Macchiatonda

Nell’area della Città metropolitana di Roma abbiamo seguito la proposta di una delle tante realtà di questo network , Il paese che vorrei, che ha voluto riproporre nel comune di Santa Marinella il tema sensibile e diffuso dell’accessibilità. Il 27 giugno scorso, per saggiare la fruizione di beni naturalistici e architettonici e dibattere il tema più generale e onnicomprensivo della manutenzione del territorio, l’associazione ha arricchito il calendario di appuntamenti con un’escursione alla riserva naturalistica di Macchiatonda e al castello di Santa severa.

Macchiatonda accessibile…

Passeggiando tra natura e storia si sono acclarate le bellezze del territorio e la sorpresa è stata tanta, disegnando chiaroscuri attorno ai due beni comuni. In chiaro c’è sicuramente la passione di tante persone che hanno nel tempo lavorato per la fruibilità di questo specifico territorio, quello di Santa Marinella e Santa severa, e parimenti il lavoro del Paese che vorrei per portare all’attenzione del pubblico locale – e non – il tema sensibile dell’accessibilità di questi luoghi, che dal loro canto si prestano ad una piena fruizione. Ma scarseggiano di quegli interventi di manutenzione che sottendono ad una scelta politica e gestionale che forse non è del tutto presente nell’animo di molti amministratori locali, di questo territorio compreso. E qui arrivano gli scuri, emergono le zone d’ombra, che sono tante.

Usando il percorso tattile per non vedenti

Risulta pertanto interessante gettare lo sguardo su due aspetti emersi in concreto durante la giornata. Da un lato, le stesse guardie dell’area naturalistica – di competenza regionale -, hanno sollecitato i partecipanti alla passeggiata accessibile a scrivere alla Direzione Ambiente della Regione Lazio per stimolarla ad interventi di miglioria e adeguamento dei percorsi e dei servizi di accessibilità di Macchiatonda, per rendere pienamente fruibile e garantire servizi minimi in questo bene che merita di essere tutelato anche nel senso della piena accessibilità. Ammirevole è lo sforzo di queste persone, che dedicano l’intera vita professionale alla tutela della riserva, nel ripristinare un vecchio percorso per non vedenti che, evidentemente, al di là della pomposità e delle buone intenzioni di quando è stato realizzato, merita maggiori manutenzione e ampliamento, come anche l’accessibilità fisica dei percorsi. Operatori ed organizzatori non nascondono che l’appuntamento è servito anche al personale per testare la fruibilità di quest’area e sollecitare il pubblico ad essere parte attiva rispetto ai processi di adeguamento dell’amministrazione competente. Che sia un tentativo intelligente di coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale? A ben vedere, per la volontà delle guardie naturalistiche e delle guide coinvolte, sicuramente. Molte persone presenti hanno colto di buon grado quest’invito, perché la riserva merita decisamente una maggiore attenzione da parte di tutti, istituzioni in primis, che hanno però evidentemente bisogno del giusto stimolo per agire in tal senso.

…e il castello fruibile?

Il gruppo all’ingresso del castello

Sul castello di Santa Severa, anch’esso di competenza regionale, le questioni emerse sono più sottili. Considerando che si tratta comunque di un bene che presenta delle potenzialità di fruizione molto elevate, per questo scelto dagli organizzatori, qui è la gestione del bene pubblico a presentare delle carenze. La cronaca racconta che alcuni giorni dopo l’escursione accessibile c’è stata l’apertura di un chiosco presso il castello per fornire servizi e ristoro, chiuso al momento della visita del gruppo organizzato dall’associazione santamarinellese; volevo solo ribadire che eravamo al 27 giugno e nel gruppo vi erano disabili, anziani e bambini. Gli orizzonti di fruizione turistica forse sono un po’ azzoppati nella visione dell’amministrazione comunale, competente per questi aspetti legati alla fruibilità del complesso architettonico. Il bene, pur restituendo pienamente la sua bellezza, denota una certa trascuratezza che ivi traspare. Anche qui, come per la riserva, il personale tenta di arginare talune mancanze, ma l’ambiguità istituzionale e la sovrapposizione di soggetti per la sua gestione pongono molti interrogativi sulla consapevolezza e la volontà di aggirare ostacoli per l’adeguamento dell’accessibilità di questo maniero, importante per la storia e per il turismo di queste comunità.

Il gruppo in un cortile interno del castello

Impegno concreto

Il lavoro che l’associazione Il paese che Vorrei sta proponendo, grazie all’interessamento di Daniele Renda in testa e al coinvolgimento e sostegno della Presidentessa Manuela Comito e di tutto il gruppo, da il segno della sensibilità e dell’attenzione posta per la cura e la valorizzazione di questi importanti beni del territorio. Speriamo che beceri interessi di pochi non prevalgano sulla volontà di migliorare e valorizzare il bene comune. Le spese, come al solito, le pagherebbero le fasce più deboli della popolazione, quelle più bisognose di attenzioni e che più restituiscono in termini di gradimento per i benefici derivanti dalla piena fruibilità e accessibilità, oltre al potenziale economico che è insito in questo target di utenza. Non intendo ridurre tutto il discorso alla tintinnante moneta, ma fare finta che cittadini, persone, utenti, turisti e consumatori con disabilità non esistano è il più grande errore che un politico possa fare, ad ogni livello, dimostrando l’incapacità e il disinteresse per la collettività e il bene comune.

Al castello

Domanda di chiusura

A margine di questo post volevo ribadire che l’incapacità degli amministratori pubblici, spesso accecati da un’ignavia degna del peggior girone dantesco, rende difficile il volenteroso lavoro di associazioni, addetti e volontari, che suppliscono non di rado alle evidenti mancanze di visione della politica. Quest’aspetto, è bene ricordarlo, trova nella crisi del Coronavirus solo un ulteriore aggravio delle distrazioni e disattenzioni verso il mondo delle disabilità, emerse con forza durante questa crisi pandemica; essa non deve risultare in definitiva una scusante per la voluta distrazione attorno all’accessibilità di servizi, costringendo la questione all’oblio collettivo. Mi auguro che per la riserva di Macchiatonda e per il castello di Santa Severa, come per tutto il comprensorio di Santa Marinella, presto si agisca nella migliore, unica, direzione possibile e la presenza della rete del Disability Pride sul territorio dovrebbe far riflettere chi di dovere. E siamo al solito nodo che si crea in proposito: saranno in grado amministratori locali e attori istituzionali vari, di comprendere la profondità e l’importanza della sfida dell’accessibilità? Una risposta parziale viene dal fatto che molte spiagge pubbliche e la totalità di quelle private di questo territorio, sul fronte della fruizione delle persone disabili di servizi balneari, non si sono per nulla adeguati, nonostante la possibilità data dal ritardo con il quale è partita la stagione estiva e a fronte delle risorse investite dalla regione Lazio per questo obiettivo.

Categorie:disabilità ed accessibilità

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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