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Annotazioni al post “Il reggae in Italia”

E anche per l’articolo sul Reggae in Italia occorrono delle precisazioni, forse più doverose ancora di quelle presenti nelle Annotazioni al post sul reggae giamaicano. Ma andiamo per ordine.

L’intero post è stato ispirato da un articolo a firma di Bunna, cantante degli Africa Unite e bassista nel gruppo guidato da Giuliano Palma, menzionati entrambi nel post. Dell’articolo originario di Bunna, risalente al 2015, ho conservato la struttura per decenni, condiviso le sue segnalazioni e citato lo stesso autore nel mio articolo, quando si incontrano i virgolettati a lui riferiti. Per la lettura del suo contributo sulla storia del reggae in Italia, sicuramente più completo ed esaustivo della mia ricostruzione, puoi cliccare qui.

Quando poi cito, tra gli esempi della scena romana, il gruppo dei Radici Nel Cemento, ho indicato una canzone risalente all’album “Occhio” del 2004. Negli anni Novanta, decennio della loro comparsa sulla scena musicale, possiamo citare questa “Tuoni e lampi” del 1996,

contenuto nel primo album dal titolo “Radici nel cemento”. Ma noti al pubblico reggae, segnali di una loro affermazione artistica, sono due canzoni tratte dall’album “Popoli in vendita” del 1998. Segnalo i in particolare brani “La vita è ‘na guera”

e la sempre verde “Me ne vojo anna’”.

Per quanto riguarda invece i salentini Sud Sound System, qui ho fatto un vero e proprio errore, anche se in buonafede. Se ho citato un brano dei Radici Nel cemento risalente al 2004, pur parlando dei gruppi della scena negli anni Novanta, mi è venuto parlando della loro capacità di usare temi riferiti alla realtà di Roma e alle sue problematiche, con un uso molto ben riuscito del romano. Per i Sud Sound System invece ho citato due brani di un album di metà anni dieci del Duemila, e un singolo, “Lampedusa”, addirittura del 2010; qui l’errore è venuto perché tali citazioni musicali sono in linea con il miglioramento della loro produzione artistica, che registra un balzo in avanti una volta concretizzatesi le collaborazioni dirette con i giamaicani. L’album in questione, “acqua pe sta terra”, è infatti il loro quinto lavoro risalente al 2005. Il loro primo album in studio è difatti del 1996, “Comu na petra”, dal quale cito, a titolo d’esempio, questo brano che li ha resi celebri in tutta Italia, dall’inequivocabile titolo “Erba Libera”.

I sud Sound System inoltre nella loro storia risultano, e lo sono ancora oggi, molto attivi anche nel veicolare la cultura reggae nel nostro paese e sin dagli esordi hanno partecipato e promosso le cosiddette Showcase. Le “Showcase” sono assimilabili, considerando il circuito musicale che ne deriva, alle Posse dei centri sociali citate nell’altro articolo a proposito dei 99 Posse (di cui parleremo tra poco) e consistono sostanzialmente in una raccolta di artisti che usano delle basi (Riddim, NDA), per creare brani in delle sessioni di improvvisazione e registrazione collettive. Nella showcase del 1994, la formazione in pianta più o meno definitiva dei Sud Sound System, si fa notare per questo brano, sicuramente quello più celebre della band salentina, dal titolo “Me basta lu sule”.

Dicevamo anche dei napoletani 99 Posse. Qui mi premeva sottolineare un aspetto, quello delle carriere soliste dei due personaggi di spicco del gruppo, Meg e ‘O Zulù. Meritano una citazione particolare perché si sono sensibilmente discostati dalle origini musicali, sperimentando nuove sonorità nei loro percorsi solisti, ma non trascurando quella che è stata la loro esperienza come gruppo reggae della scena anni Novanta. Per ‘O Zulu valga come citazione il progetto Al Mukawama,

mentre per meg è interessante l’album omonimo del 2004, dalla quale segnalo la cover di un brano brasiliano riadattato per Ornella Vanoni nel 1975, cantato in questo lavoro con il gruppo Elio e le storie tese e dal titolo “senza paura”.

Per concludere volevo segnalare, omissione volontaria nell’altro post, una perla del reggae italiano contemporaneo, ovvero Raphael. Stile musicale, capacità di interpretazione e di scrittura, nonché voce straordinari, degni del miglior reggaeman giamaicano. Come esempio, per tutti, questo brano.

Con l’auspicio di aver corretto quelle informazioni inesatte, arricchendo ulteriormente gli esempi di questo meraviglioso genere nella sua accezione italiana, torno a salutarvi con un grande One Lov a!

Categorie:La Musica che gira intorno

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Alessandro Napoli

Libero e con l’aspirazione viva di appassionare ai temi trattati con un dirompente fiume di parole, frutto del pallino per la comunicazione scritta.
Redattore e sostenitore di www.radio32.net scrivo per il webmagazine www.sinapsimag.it

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